Massimino Iannone


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Confraternita del SS. Rosario

I monumenti

24 gennaio 2013

Il prof. Amedeo La Greca, responsabile del Centro di Promozione Culturale del Cilento, mi ha inviato un documento interessantissimo, del 1683: si tratta di una pergamena contenente l'Atto di Rifondazione della Confraternita del Rosario di Pisciotta, il cui contenuto ha già pubblicato sul suo libro "PELLEGRINI DI CRISTO. CONFRATERNITE NELLA DIOCESI DI VALLO DELLA LUCANIA", Edizioni del Centro di Promozione Culturale per il Cilento, Acciaroli (SA), 2012.

(le immagini qui sotto riproducono la pergamena e, a destra, la Vergine del Rosario che su di essa si trova)


Atto di rifondazione della confraternita del SS. Rosario di Pisciotta
5 ottobre 1683

(trascrizione e traduzione a cura del prof. Amedeo La Greca)



N. B.: a causa delle troppe lacune dell'originale ho dovuto fare la traduzione, letterale nella maggior parte dei righi, ma a senso nelle parti non leggibili nella pergamena.


NEL NOME DELLA SANTISSIMA TRINITÀ, DEL PADRE E DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO
& gloria e venerazione della Beatissima Madre di Dio la Vergine Maria nostra Signora e ad onore del Signor Padre Nostro Domenico fondatore del S. Rosario F. Antonio De Monroy professore di S. Teologia, umile Governatore Generale e Servo dell'Ordine dei Predicatori

A tutti i viventi e ai trapassati auguro la salvezza eterna nel Signore. Poiché crediamo che il massimo della perfezione Cristiana consista nella reciproca unità dei Cristiani e, come il capo è la fonte della perfezione di tutte le membra, così siamo piamente consci, per esperienza e per convinzione, che per ottenerla è cosa ottima che al centro di tutto ci sia la preghiera. In vero il miglior modo di pregare Dio è quello col quale è invocata la santissima vergine Maria madre di Dio tramite centocinquanta salutazione angeliche e tramite quindici orazioni della Domenica del salterio di Davide che è stato chiamato Rosario dal Padre nostro San Domenico, che ne fu il primo promotore e istitutore, e successivamente, per devota intercessione del Padre del nostro Ordine, fu approvato da parte dei Romani Pontefici con privilegi Apostolici e anche con grandissime e innumerevoli indulgenze e arricchito con altre ampie grazie scelte tra gli altri privilegi che vi sono nella Chiesa; per ottenere ciò è necessario, inoltre, che la beatissima Madre di Dio, la cui intercessione può impetrare a nostro favore questa perfezione (cioè la preghiera), venga invocata quanto più frequentemente possibile, anche per il fatto stesso di pregare; e perciò è possibile conseguire quella (la salvezza eterna) tanto più facilmente con profitto mentre ci fa percorre meditando tutta la vita del salvatore nostro Gesù Cristo ripartita nei quindici misteri. Per la qual cosa voi amatissimi in Cristo e devotissimi fedeli di Cristo del villaggio di PISCIOTTA DELLA DIOCESI DI CAPACCIO, prendendo piamente in considerazione per far in modo da accrescere e conservare il predetto modo di pregare, istituiste e organizzaste la Confraternita del Salterio o del Rosario sotto il nome della Beata Vergine Maria nella Chiesa MATRICE DI S. PIETRO e chiedeste a noi tramite l'Arciprete il R. D. CARLO VETERE di avere il consenso di erigere un altare nella Cappella con le grazie e i favori opportuni. Noi dunque ben disposti verso le vostre richieste e pie petizioni, con l'autorità Apostolica che a noi è stata concessa, approviamo e confermiamo detta Confraternita già istituita. A meno che con il consenso dell'Ordinario del luogo e del vicino Convento sia stata precedentemente istituita un'altra simile Associazione in detto villaggio o nelle sue vicinanze nell'ambito del suo distretto nel giro di due miglia. Accogliamo questa Confraternita e ammettiamo alle grazie, ai privilegi e alle indulgenze delle quali godono le altre simili Confraternite costituite nelle Chiese del nostro Ordine, anche tutti i fedeli di Cristo di ambo i sessi, in vita e parimenti in morte, che in essa sono stati accolti e che saranno accolti successivamente. Ricordiamo che la festa del Santissimo Rosario si deve celebrare la prima Domenica del mese di Ottobre di ciascun anno nella stessa Chiesa secondo il decreto e l'ordinamento (del PAPA GREGORIO XIII) a rendimento di grazie della superba e memoranda vittoria contro i Turchi ottenuta, piamente si crede, anche con l'aiuto e l'intervento della santissima vergine Signora nostra invocata con unanime preghiere anche dell'Associazione dei Confrati nello stesso giorno di Ottobre. Incarichiamo come Cappellano di questa Associazione e della Cappella D. Ciaccio (?) il quale possa scrivere, accogliere e ammettere in un libro, a ciò specificamente adibito, tutti i fedeli di Cristo che chiedono di essere ammessi, benedire i Salteri o Corone del santo Rosario, spiegare come conviene con devozione i misteri del Rosario e disporre tutte e singole le cose che i nostri fratelli, a ciò deputati, possono fare nelle nostre Chiese e usano fare secondo la consuetudine, giorno per giorno carichi della consapevolezza di Cristo stesso; non esiga assolutamente, in qualsiasi modo, alcun lucro materiale per alcuna concessione, scrittura e benedizione di qualsivoglia forma, ma gratis presti tutti questi servigi e allo stesso modo faccia osservare i pii statuti di codesta Associazione e applichi le sanzioni; e come anche noi abbiamo la grazia di avere gratis il culto di Dio e la gloria della sua santissima madre nostra Signora e la salvezza dei Fedeli di Cristo, così diamo e concediamo gratis. Vogliamo poi e comandiamo che assolutamente venga osservato che sulla venerabile immagine di detta Cappella vengano dipinti i quindici sacri misteri della nostra redenzione nonché, per un confacente riconoscimento di questa concessione, nella stessa immagine similmente venga dipinta la figura venerabile del Santo padre Domenico, promotore del santo Rosario, in ginocchio e mentre riceve dalla mano della vergine madre di Dio la Coronella . Tutto ciò lo facciamo in virtù di quanto stabilito nel Breve del papa Paolo V, di veneranda memoria, dato in Roma presso S. Marco il 20 settembre 1608. Confermiamo gratis anche le indulgenze concesse dai suoi predecessori Sommi Pontefici Romani in modo che questa Associazione ne possa fruire. Stabiliamo inoltre e decretiamo infine che, quando che sia, accadrà che i nostri Fratelli otterranno una Chiesa dentro o nello spazio di due miglia fuori detto villaggio, per diritto e di fatto, da ora e per allora, senza alcuna nuova dichiarazione, ma secondo quanto qui è prescritto, sia la detta Associazione che tutte le indulgenze e privilegi ad essa concessi siano oblati da detta Cappella e interamente e totalmente trasferiti alla detta nostra Chiesa con tutti i beni temporali in qualsiasi modo acquisiti da detta Associazione. I Superiori devono mettere e spiegare tutte queste cose in un pubblico rogito fatto per mano di un notaio. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo Amen. Tutti coloro che agiscono in senso contrario, ovunque e sempre non possono essere di ostacolo alla validità di queste cose che con queste chiare prescrizioni sottoscrivemmo gratis di nostra propria mano munite col nostro sigillo. Dato a Roma nel nostro Convento di Santa Maria sopra la Minerva nel giorno 5 del mese di ottobre 1683.


Francesco Antonio De Monroy Governatore dell'Ordine
Confermiamo e concediamo di nuovo la costituzione della confraternita nella detta Cappella del Rosario nella chiesa matrice della Terra di Pisciotta e la dotiamo del nostro beneplacito, affinché questo scritto possa essere pubblicato e affisso …
Dato …. presso la nostra Curia nel giorno 18 del mese di Gennaio 1684


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