Massimino Iannone


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La cappella della Mercede

I monumenti

13 gennaio 2013
A seguito di ricerche da me condotte presso l'Archivio Diocesano e gli Archivi di Stato di Napoli e Salerno, ho potuto acquisire, tra l'altro, nuovi documenti che chiariscono definitivamente l'origine della Cappella della Mercede a Pisciotta.



EDIFICAZIONE DELLA CAPPELLA DELLA MERCEDE

Nel 1703 Lucrezia Lancellotti, vedova di Gerolamo Cembali, ed i suoi figli, sacerdoti don Pietro, arcidiacono della diocesi di Capaccio, e don Giuseppe, e Claudia, erigono e fondano la Cappella della Madonna della Purità, al Pennino, "attaccata al loro Palazzo".
Nel 1704 essa è completata e viene benedetta dall'Arcidiacono. Il 1709, con strumento notarile, don Pietro Cembali dona ad essa un capitale di 100 ducati, con la cui rendita annuale di 5 ducati e 45 grana prescrive si debbano celebrare 15 messe, di cui 8 cantate.
La cappella viene decorosamente arredata, tra l'altro con reliquie di santi custodite in ostensori d'argento; sull'altare vien posta l'immagine su tela della Beata Vergine [successivamente sostituita da un'altra tela, dipinta dal pittore Paolo De Maio, allievo del Solimena, nel 1754, N.d.A.]. Sulla porta è posta una campanella ad arco.
Il 21 ottobre 1723 all'intitolazione della cappella alla Madonna della Purità viene chiesto di aggiungere quello di Mercede; l'assenso vescovile arriva il 4 marzo 1724 [l'errata interpretazione o l'incompletezza su questa informazione ha finora fatto ritenere il 1723 come anno di fondazione della cappella, N.d.A.].
Nel 1730 Lucrezia Langellotti ed i figli, "per la devozione che hanno sempre portato alla Beata", accrescono la dote della cappella con la donazione di due capitali, di ducati 100 e ducati 600, che assicurano una ulteriore rendita annua di 34,40 ducati, da utilizzare per la celebrazione di messe. Donano ancora un capitale di 1600 ducati (provenienti da gabelle sulla vendita del vino al minuto a Napoli, luogo d'origine della famiglia Cembali), pervenuto dall'eredità del defunto don Gerolamo Cembali, marito e padre dei fondatori. Il godimento di queste rendite, però, decorrerà dalla morte dell'ultimo di loro. Si costituirà in quel momento una Cappellania con Jus Patronato Laicale, che darà la facoltà di nomina del cappellano, amovibile ad nutum, il quale tratterrà annualmente 48 ducati per la celebrazione di una messa quotidiana e 14 cantate, e 10 carlini annui per provvedere a paramenti e suppellettili della chiesa; se poi le rendite dovessero superare i 48 ducati, i fondatori stabiliscono che si aumenti il numero delle messe, che saranno celebrate dai sacerdoti più affezionati alla Congregazione della Stella [questa, che può apparire una stranezza, è spiegata dal fatto che a fondare la Congregazione di S. Maria della Stella è lo stesso don Pietro Cembali, nel 1703, N.d.A.].
I fondatori stabiliscono che il cappellano sia scelto tra i migliori per "dottrina, prudenza e costumi", e faccia anche da Padre Spirituale e Rettore della Confraternita suddetta; sia confessore dei Fratelli, ma non delle donne, ed ogni sera suoni e reciti la Litania della Madonna. Individuano tali doti in don Tomaso Ciaccio, che diventa così il primo cappellano, ed a vita. Egli, oltre alla celebrazione delle messe, deve aver cura delle suppellettili, e delle reliquie, che non si potranno cedere.
Viene pure deciso dai fondatori che dopo la morte di don Pietro e don Giuseppe, lo jus patronato passi ai cugini don Diego e don Francesco Antonio Langellotti, i quali dovranno, fra l'altro, fornire l'olio per la lampada della cappella, che deve ardere giorno e notte.
Più tardi, nel suo testamento, don Giuseppe Cembali indicherà come eredi universali dei suoi beni i Padri Gesuiti di Salerno e, nel caso in cui essi dovessero trasferirsi nella sua casa a Pisciotta e volessero amministrare la cappella, il Cappellano dovrà cedergliela. Ma ciò non avviene.
Morti i due sacerdoti, il 13 febbraio 1746 i fratelli Langellotti prendono possesso della Cappella della Mercede. Ancora oggi si può ammirare il bellissimo pavimento in maioliche, con il loro stemma.

Nelle foto qui sotto: la facciata della Cappella, un particolare del pavimento, un bellissimo Presepe del Settecento napoletano (che però oggi non è più nella Cappella).


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