Massimino Iannone


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lettera di un emigrato pisciottano

Emigrazione

13 gennaio 2013
E' la struggente lettera di un emigrato pisciottano che, dopo un soggiorno sfortunato in Brasile, si trasferisce a New York, inseguendo l'illusione di una vita più comoda ed un guadagno più facile.
Scrive a mio nonno, Massimino Pirfo, col quale s'erano più volte incontrati in Brasile e che poco prima era definitivamente rientrato in patria.
La lettera fa parte dell'epistolario in cui ho raccolto le oltre ottocento corrispondenze spedite o ricevute da mio nonno durante gli anni dell'emigrazione.




Nev Iorch 5/8 905

Mio vecchio amico.
Non puoi credere il piacere che ho sentito nel ricevere il tuo da me non aspettato biglietto, nel leggere che ti trovi in seno alla tua famiglia, godendo con i tuoi genitori, con le tue sorelle, come pure quel suolo che ci vide nascere, che è caro ad un buon figlio, ed un buono ed onesto cittadino, per parte mia ti auguro una felice permanenza in questa incantevole cittadella di Pisciotta, dove godrai felice il lavoro dei tuoi passati anni.
Per parte mia sono condannato all'esilio, e non mi è dato rivedere il suol patrio.
Voi sapete qualche cosa di questa grande metropoli: qui chi ha salute, e può sempre lavorare, e sarà felice di avere una continua settimana, sta bene. Non ce da comparare al Brasile. I cibi sono buoni, l'aria ottima, il solo male e la lingua che si rende molto difficile.
Per un uomo senza mestiere è un poco duro, dovendosi adattare a pesanti lavori, se vuol mangiare, non essendoci qui credenza, ma tutto pronta cassa, e tra italiani c'è poco patriottismo, non come al Brasile. Qui l'Italiano è guardato di mal'occhio dagli americani con ragione essendo loro ottime persone e gente buona grande per l'idea è d'animo e persona rendendosi per lui nulla difficile.
Qui sta bene il contadino prima trova otto ore di lavoro pagato bene ma trattato come cane (Bodoc) mangia come un cavallo beve birra come un camello e dorme da maiale facendo denaro.
Se si avvicina un individuo un po' più civile tira calci al pari di un asino lui non bada a pericoli che rischia nel lavorare tutti i giorni muoiono a centinaia sotto frana esplosioni di mine ecc. ecc.
Ma l'uomo che lavora e vuol vivere da uomo non può fare moneta alcuni che hanno due o tre mila lire (fra i nostri compaesani) ma come vedi questa non è moneta un mese di malattia e non lavora quel piccolo gruzzolo vola come paglia al vento. Tanto per la vita sociale come quella morale e meglio il Brasile ma per la vita operaia e meglio qui.
Per la parte commerciale prima la lingua poi moneta o senza moneta qui non si può negoziare, vi è chi negozia con poco denaro ma non guadagnano neanche per il fitto della casa lavorando come Burri [asini].
La colonia Italiana è molto grande così posta su tutte le linie. Professionisti banchieri e negoziante e (arte belle come pollizza stivali e venditore di giornali) questo monopolio con privilegio per l'italiano.
Finisco, per oggi ti basta per capire la vita in Nev Iorch.
Mi saluterai a tutti di tua famiglia ed io con i miei ti saluto, con una stretta di mano, mi dico il tuo aff.mo amico
Luigi Puglia

Chrystie St N. 2 N. Y. opure York 230 St Brooklyn N. York

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