Massimino Iannone


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Pietro Fedullo "patriotto zelantissimo"

La società

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26 agosto 2013

Gerardo Fedullo



Pietro Fedullo, "Patriotto Zelantissimo"

L'entrata delle truppe francesi a Napoli nel dicembre del 1805 segnò l'inizio nell'Italia meridionale del cosiddetto "decennio francese". Questo periodo, che vide la caduta dei Borboni e l'ascesa al trono di Napoli di Giuseppe Bonaparte, fu caratterizzato da profondi rivolgimenti istituzionali e dai tentativi dei Borboni di riprendersi il trono con il sostegno dei briganti e degli inglesi. I sostenitori di Napoleone, detti anche patrioti, dovettero spesso subire le vendette delle bande di briganti filoborbonici. Ne fu vittima anche il giacobino Pietro Fedullo di Pisciotta, fervente patriota ed esperto uomo di mare, già premiato col fucile d'onore. Infatti, la sua famiglia fu ridotta in miseria a seguito del saccheggio della sua casa di abitazione avvenuta proprio per mano dei briganti nel 1806. Nella corrispondenza che segue, il nostro Pietro, dopo due anni di onorevole servizio reso al governo francese sulla base di un semplice invito, chiede un riconoscimento ufficiale del suo incarico come guardacoste del litorale, nonché un compenso di natura finanziaria in considerazione delle precarie condizioni economiche in cui si ritrovò dopo l'assalto dei briganti a Pisciotta. Per quanto riguarda la prima richiesta, pare che fosse stato accontentato con una "specie di patente con cui si autorizza a vigilar sulle marine per iscovrire se vi sia comunicazione col nemico". Quanto alla richiesta di compenso, il Sottintendente rispose che "quello si deve sperare dalla clemenza del Re dopo di aver date tante ripruove di servizio, quanto possano meritare gli effetti della Sovrana Munificenza". Quest'ultimo riconoscimento fu però soltanto rimandato poiché, come appare in altri documenti qui non riportati, le sue coraggiose imprese gli valsero sicuramente l'importante posto di "visitatore doganale", carica che risulta ricoprire nel 1815.



IL SOTTINTENDENTE
del Distretto di Vibonati.


Vallo 23 marzo 1807

Al Sig. Pietro Fedullo a Pisciotta.

Mi vien riferito, che nel litorale tra Ascea, e Palinuro escano delle barche, che sotto pretesto di pesca, commettono de' contrabbandi, e si tenga corrispondenza col nemico. Essendomi dall'altra parte il vostro zelo, ed attaccamento a questo felicissimo Governo, ed al buon ordine ben noto, non menocché la vostra abilità nelle cose maritime; Vi autorizzo perciò a sorvegliare sopra cotesta parte di litorale, ed a prendere tutte le misure, perché questo indegno commercio venga da voi scoperto, ed impedito. Mi terrete man mano riscontrato di tutto, e manifesterete prima questa mia disposizione al Sig. Comandante la guarnigione di Pisciotta, il quale dovrà compiacersi proteggervi con la sua forza in tutte le occasioni. Son sicuro che voi eseguirete con energia, e fedeltà questo geloso incarico, e voi potete assicurarvi altresì, che io farò noto a S.M. il nuovo diritto che andrete acquistando alla sua beneficenza, e
Vi saluto distintamente.
N. di Feo


* * *



Pisciotta, 28 aprile 1808


Il Regio Governatore di Pisciotta, e suo circondario
Al Sig. Intendente della Provincia.

Signore,

Pietro Fedullo di Pisciotta, uomo ben noto per i suoi servigi, prestati al Governo, e benemerito dello Stato, si ritrova da circa due anni impiegato per la custodia della marina di Pisciotta, Palinuro ed Ascea, Littorale del Circondario di Pisciotta con una semplice invitazione del Sig. Sotto-Intendente del Distretto di Vibonati. Egli è stato riconosciuto nel suo impiego da più Comandanti Francesi, ed in particolare ancora dal generale Toufur. Desidera di essere riconosciuto anche da Voi, e dal Sig. Generale Compere, e di avere vostra carta.
Ve lo raccomando perché lo merita, ed
Ho l'onore distinto di b.l.m. con rispetto.
Giuseppe Forino


ALLEGATO



1. Si certifica per noi sotto scritti Sindaco, Decurione, Arciprete e Com.te della Civica di questo Comune di Pisciotta, anche con giuramento, e sotto pena di falso, qualmente il nostro Concittadino Sig. Pietro Fedullo, Guarda Costa del Litorale di questo Circondario, e un patriotto zelantissimo dell'attuale felice Governo, che ha prestati li seguenti servigi:

2. Il dì 9 7bre 1806 predò un paranzello nemico che bordeggiava con bandiera siciliana su di questa rada.

3. Il 16 8bre 1806 prestò l'opera sua per far seguire l'arresto di uno sciabecco siciliano, pervenuto in Palinuro per causa del tempo, che conduceva in Messina trentasette soldati francesi prigionieri, e che furono libberati.

4. Nel mese di aprile arrestò un tale Francesco di Camerota che aveva commercio cogli pirati di Sicilia, cosa provata con processo.

5. Bisognando dei marinai al Comandante Barbarà, che si ritrovava nel mese di Febbraio 1807 in Palinuro, egli il Pietro Fedullo si cooperò e gli diede tredici individui, per poter proseguire il suo viaggio.

6. Nel mese di agosto 1807 essendo venuti in questo lido circa quattordici corsali nemici, egli si distinse nel attacco, mentre tentarono di sbarcare.

7. Nel mese di 7mbre dello stesso anno inseguì con tre barcelle da pesca armate a tal uopo un Corsale Maltese, che era venuto nella spiaggia di Pisciotta per predarvi alcune barche della Costa d'Amalfi rifuggiate nella nostra marina, e lo pose in fuga.

8. Nello stesso mese di 7mbre avendo preinteso, che era pervenuta nel Littorale di Molpa una barca con alcuni briganti, che andavano rubando, subito accorse, previo permesso del Comandante della Piazza, ed ivi giunto notò detta barca abbandonata dai briganti suddetti, e la prese.

9. Il 20 gennaio 1808 fù il primo a distinguersi fra gli Civici nell'attacco seguito con un Bric inglese, e salvò una barca di Scalea abbandonata da' suoi marinari, per cui da S.M., D.G., è stato uno dei cinque premiati col Fucile d'Onore, in unione del Sig. Antonio Martuscello ed altri.

10. Si distinse infinite volte nelli attacchi seguiti coi Briganti sopra i monti, e per le campagne.


Nella rivoluzione dell'anno antepassato 1806 fù saccheggiata la sua casa dai briganti, per cui ridotta la sua famiglia in miseria, li fù dal Sig. Generale Lamarque assegnata la razione giornaliera per poter vivere.

Ed in accerto della verità, ne abbiamo formato il presente sotto scritto di nostre proprie mani, robborato col solito universal suggello.

Pisciotta, 17 marzo 1808.

Dom.co Antonio del Giudice -Sindaco F. Domenico Casaburi -Decurione
Luigi Pinto -Decurione
Santolo Ant.o Diletto -Decurione
Raffaele Sacchi -Decurione
Giuseppe Percopo -Decurione
Giulio di Lauro -Decurione
Gaetano Martuscello -Decurione
+ Segno di croce di Angelo Ant. Renna -Decurione

Che le sopra scritte firme si hanno di propria mano
Sig. D. Domenico Antonio del Giudice Sindaco, D. Domenico Casaburi, D. Luigi Pinto, D. Raffaele Sacchi, ecc..

M. Pinto Arciprete
Filippo Lancellotti
Comandante la Civica


* * *



Vallo, 16 Maggio 1808


Il Sotto-Intendente del Distretto di Vibonati
Al Signor Intendente della Provincia a Salerno

In risposta al vostro venerato foglio del 6 corrente n° 1354 mi do l'onore di dirvi, mio Signor Intendente, che io ne' principi dell'anno scorso pensai di stabilire due Ispettori del Litorale, perché allora erano tempi sospetti, e che qualche comunicazione si conservava da qualche nostro malintenzionato con la Sicilia. Ne stabilì dunque uno in Pisciotta, che fu Pietro Fedullo, ed un altro nel Cilento, che fu il Sig. Felice Antonio Landulfo di Fornelli. L'uno, e l'altro soggetti degni di ogni confidenza per il loro conosciuto zelo, ed attaccamento all'attuale felice Governo. Ad ambedue non promisi alcun compenso, perché credei di non aver quell'autorità, e perché quando io ho animato qualche buon cittadino a rendere servizi al Re, ed allo Stato, li ho fatto capire, che quello si deve sperare dalla clemenza del Re dopo di aver date tante ripruove di servizio, quanto possano meritare gli effetti della Sovrana Munificenza. Tanto devo in discarico de' vostri comandi su tale oggetto; ed
Ho l'onore di salutarvi col più alto rispetto.

N. di Feo

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