Massimino Iannone


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Recensioni

Emigrazione

Raffael Bassoli
giornalista, corrispondente di ItaliachiamaItalia da San Paolo, Brasile

Ogni storia di emigrazione affascina. Affascina perché gli esseri umani quando lasciano la propria terra, la famiglia, i cari, i ricordi, per tentare una vita migliore in terre lontane, soffrono. Nessuno lascia il suo paese se non si trova in condizioni difficili. L'immigrazione perciò avviene come segno di speranza e di fede, che altrove le cose potrebbero essere diverse.

Tantissimi sono gli italiani che hanno in famiglia una storia di emigrazione,
rare sono però le testimonianze pervenutaci da quelle persone, molte delle quali non ancora alfabetizzate o comunque non in grado di scrivere le proprie memorie o di lasciare qualche tipo di testimonianza che non fosse una foto o un racconto ai figli e nipoti. Che cosa avranno pensato? Quali erano i timori, le aspettative, i sogni di quei nostri connazionali? Tutte queste domande potranno ora trovare una risposta.

Correva l'anno di 1888. L'Italia era da poco un regno unificato; il Brasile era ad un anno dalla proclamazione della Repubblica. Milioni di italiani colpiti dalle difficoltà del paese neonato che provava a stento a diventare una nazione moderna e sviluppata attraversavano gli oceani verso quel lontano e selvaggio Brasile. Fra questi italiani c'era un certo Massimino Pirfo, giovane di Pisciotta, piccolo paese del cilentano. Massimino arriva in Brasile dove vivrà fino al 1905 quando torna in Patria. Come tanti altri italiani avrà sentito paura, avrà avuto speranza, avrà visto tante belle e nuove cose. Ma a differenza di tanti suoi connazionali, Massimino scrive e scrive bene e molto! Tra il 1888 e il 1905 scambia con i familiari in Italia circa 1000 oggetti di corrispondenza, fra lettere e cartoline, che raccontano un po' di quello che vive e di quello che il paese che lo ospitava viveva in quegli anni.

Le lettere inviategli dalla famiglia a loro volta raccontavano l'evolversi della vita a Pisciotta e così componevano anche loro un quadro bellissimo della vita del cilentano a fine 800 e inizi del 900.
Tutto questo tesoro, fortunatamente, non si perse nel tempo ma è rimasto preservato nella soffitta della casa di famiglia, dove anni dopo la scomparsa di Massimino, suo nipote, Massimino Iannone, lo riscopre e meravigliato dalla preziosità di quel materiale decide di pubblicarlo. Così nasce "Lettere dalla Soffitta", editto in Italia da Giannini Editore, il libro che racconta l'epopea brasiliana di Massimino Pirfo tramite le corrispondenze che suo nipote ha curato e interpretato.

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Dott.ssa Maria Rosaria de Divitiis

già Soprintendente Archivistico della Campania e Direttrice dell'Archivio di Stato di Napoli

"... Si tratta di una pubblicazione che, per quanto riguarda la scrittura e la trama del lavoro, si fa leggere con passione perché, oltre a sollecitare l’interesse per un mondo ed un tempo emblematici, se ne apprezzano i caratteri di narrazione che ne fanno un avvincente e godibilissimo ‘romanzo storico’.
...
Massimino Iannone si è rivolto negli anni allo studio, alla trascrizione e al commento di questo piccolo-grande tesoro conservato nella soffitta dove con devozione il nonno stesso prima e poi la moglie e tutti i familiari lo hanno tenuto e protetto ormai da oltre un secolo. Quindi dopo molti approfondimenti sulla storia dei luoghi lontani, dei viaggi, dell’ attività e delle consuetudini del lavoro, degli incontri con tanti compaesani, generosi di aiuti e di sentimenti soprattutto, ha portato alla luce questo volume in cui si evidenziano pagine toccanti, di vera poesia, di inimmaginabile finezza culturale in un personaggio appena alfabetizzato, ma profondamente motivato alla cultura, che oltre al proprio personale bisogno, sembra indulgere al desiderio di affidare le proprie esperienze, i propri sacrifici, ma anche l’orgoglio delle capacità dispiegate, a futura memoria e non solo dei propri familiari. Bene ha fatto quindi l’autore-nipote a svolgere questo lavoro, ad aver affrontato la sua sistematizzazione per la pubblicazione, con note, riferimenti, tavole ed indici per la migliore fruizione delle lettere scritte e ricevute, delle fotografie, dei diari di viaggio ..."


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Dott.ssa Maria Luisa Storchi
Soprintendente Archivistico della Campania

"... Il quadro che ne scaturisce è assai suggestivo, grazie anche al metodo di lavoro adottato dall’Autore che, alternando sapientemente brani di lettere – fedelmente trascritti – a commenti e indicazioni personali, evidenzia con efficacia i molteplici livelli di lettura a cui le corrispondenze possono dar luogo e la grande quantità di informazioni che ne derivano. Il paziente ed accurato esame condotto dal professore Iannone trasforma tutte quelle lettere, che avevano svolto la funzione insostituibile di rendere possibile il dialogo a distanza tra il Pirfo e i suoi cari, in una fonte preziosa per ripercorrere dall’interno l’esperienza vissuta dal suo avo, per conoscerne sentimenti, sensazioni, pensieri, ed aprire nel contempo spiragli di luce sui rapporti familiari e sulle relazioni sociali e lavorative stabilite con i compaesani emigrati e con gli abitanti del luogo, e più in generale sulla vita dei pisciottani di fine Ottocento ..."


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Prof.ssa Maria Luisa Cusati
Docente di Letteratura Portoghese e di Letteratura Brasiliana nell'Università degli Studi "L'Orientale" e nell'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli


"... Un lavoro portato avanti con pazienza e grande dedizione che ci ha permesso oggi di seguire le vicende di Massimino Pirfo in un percorso gradevole e avvincente da lui delineato che attraversa un epistolario dai mille spunti d’interesse. Una documentazione eccezionale riunita grazie alla cura con cui, da una parte e dall’altra dell’Oceano, veniva conservata ogni testimonianza scritta. Fin dall’inizio mi è sembrata particolarmente intrigante la possibilità di penetrare in quel fondo così ricco e vario, in cui all’italiano si affiancava il dialetto di Pisciotta ma anche il portoghese, con inevitabili, interessanti contaminazioni. ..."






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